{"id":2,"date":"2017-02-10T13:41:46","date_gmt":"2017-02-10T12:41:46","guid":{"rendered":"http:\/\/franco.dd:8083\/?page_id=2"},"modified":"2026-02-24T14:16:00","modified_gmt":"2026-02-24T13:16:00","slug":"formazioni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/francodandrea.com\/en\/projects\/","title":{"rendered":"Projects"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; el_class=&#8221;padding background-properties biography&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1486751834435{background-image: url(http:\/\/franco.dd:8083\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/FDAfoto8chiara.jpg?id=895) !important;}&#8221;][vc_column]<div class=\"sectionTitle paddingBottom\"><span class=\"heading-t3\"><\/span><h2> <a href=\"\" >Bands<\/a><\/h2><span class=\"heading-b3\"><\/span><\/div>[vc_tta_tabs][vc_tta_section i_position=&#8221;right&#8221; i_type=&#8221;entypo&#8221; add_icon=&#8221;true&#8221; title=&#8221;Piano Solo&#8221; tab_id=&#8221;piano&#8221;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Into the Mystery<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In jazz, solo piano provides some of the best opportunities for researching new musical combinations when improvising. The results can be unpredictable. The pianist will find plenty of pieces ready to start the mosaic. In my case these may be original compositions, but also songs by my favorite musicians (Kid Ory, George Gershwin, Duke Ellington, Billy Strayhorn, Thelonious Monk, Lennie Tristano, John Coltrane) \u2013 still carrying the scent of their various eras in jazz. But the final\u00a0twist in the plot is always yet to come: every night, the story that unfolds on stage will always be different. What\u2019s more, sometimes a new musical element can come to light as I play \u2013 something unknown whose implications are unclear. Responding to this new element means opening up a breach&#8230; &#8220;into the mystery&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><em>Franco D\u2019Andrea<\/em><\/h5>\n<h1><\/h1>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tta_section][vc_tta_section i_position=&#8221;right&#8221; i_type=&#8221;entypo&#8221; i_icon_entypo=&#8221;entypo-icon entypo-icon-dot-3&#8243; add_icon=&#8221;true&#8221; title=&#8221;Franco D&#8217;Andrea Trio&#8221; tab_id=&#8221;trio&#8221;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3><strong>Franco D&#8217;Andrea Trio, <\/strong><\/h3>\n<h3>with<strong> Gabriele Evangelista<\/strong><em> double bass<\/em> and<strong>\u00a0Roberto Gatto <\/strong><em>drums<\/em><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tta_section][vc_tta_section i_position=&#8221;right&#8221; i_type=&#8221;entypo&#8221; i_icon_entypo=&#8221;entypo-icon entypo-icon-note-beamed&#8221; add_icon=&#8221;true&#8221; title=&#8221;Franco D&#8217;Andrea Traditions Today&#8221; tab_id=&#8221;1771938870994-f8678d08-c187&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Franco D\u2019Andrea &#8211; <em>piano<\/em>, Daniele D\u2019Agaro &#8211; <em>clarinet<\/em>, Mauro Ottolini &#8211;\u00a0<em>trombone<\/em><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La banda \u00e8 stata il colore di riferimento del jazz tradizionale, che \u00e8 la musica che mi ha affascinato ai miei esordi. La formazione degli &#8220;Hot Five&#8221; di Louis Armstrong comprendeva tromba, clarinetto, trombone, piano e batteria o banjo. Questa combinazione di strumenti, per me assolutamente magica, ha ancora molto da offrire anche alla musica jazz dei nostri tempi.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo trio contiene in s\u00e8 l&#8217;essenza del suono di una banda, nella quale strumenti caratteristici sono sicuramente il clarinetto, in rappresentanza delle ance, e il trombone, per gli ottoni. Il pianoforte in questo contesto pu\u00f2 giocare una molteplicit\u00e0 di ruoli grazie alla sua tipica orchestralit\u00e0. La musica si sviluppa tra riff, poliritmie, contrappunti improvvisati, astrazioni contemporanee e sonorit\u00e0 talvolta ispirate al &#8220;jungle style&#8221; ellingtoniano. Ecco quindi l&#8217;essenza della banda: &#8220;Franco D&#8217;Andrea Traditions Today&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5 style=\"text-align: left;\"><em>Franco D&#8217;Andrea<\/em><\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tta_section][vc_tta_section i_position=&#8221;right&#8221; i_type=&#8221;entypo&#8221; i_icon_entypo=&#8221;entypo-icon entypo-icon-flow-tree&#8221; add_icon=&#8221;true&#8221; title=&#8221;Electric Tree&#8221; tab_id=&#8221;tree&#8221;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Franco D\u2019Andrea &#8211; <em>piano<\/em>, Rocca <em>&#8211; live programming\u00a0&amp; drum machines\u00a0<\/em>, Andrea Ayassot <em>&#8211; alto and soprano\u00a0<\/em><em>saxophone<\/em><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Parco della Musica Records presenta un nuovo progetto discografico di Franco D\u2019Andrea che esce in occasione del suo settantacinquesimo compleanno e della consegna di un riconoscimento alla carriera per il suo straordinario percorso artistico e il profondo legame umano e professionale che lo unisce alla Fondazione Musica per Roma. Dopo Monk &amp; The Time Machine del Franco D\u2019Andrea Sextet e il cofanetto triplo Three Concerts con le registrazioni live di tre concerti tenuti nel 2014 in occasione della Carta Bianca all\u2019Auditorium Parco della Musica, Franco D\u2019Andrea Trio Music prodotto in collaborazione con LBL \u00e8 un progetto in tre dischi che vede il pianista impegnato in tre trii molto diversi tra loro: Electric Tree con dj Rocca &amp; Andrea Ayassot, Piano Trio con Aldo Mella &amp; Zeno De Rossi e Traditions Today con Mauro Ottolini &amp; Daniele D\u2019Agaro. Il primo volume Franco d\u2019Andrea Electric Tree vede Franco D\u2019Andrea affiancato da dj Rocca ed Andrea Ayassot.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Un disco nato proprio da un\u2019idea del pianista di Merano, in seguito ad un contest realizzato dalla trasmissione di Radio 2 Musical Box, in cui un suo brano \u00e8 stato remixato da una serie di producer italiani. Tra i partecipanti, Luca Roccatagliati aka dj Rocca, di cui D\u2019Andrea ha da subito apprezzato il talento, decidendo senza indugi di nominarlo vincitore. Il contest ha suscitato in D\u2019Andrea l\u2019idea di dare vita ad un nuovo progetto che coinvolgesse Rocca, una scelta piuttosto rara nella carriera recente del pianista, che negli ultimi dieci anni si \u00e8 dedicato a dar forma alle sue personali visioni artistiche, senza lasciare spazio a collaborazioni estemporanee, coinvolgendo soltanto pochi, selezionati musicisti. Dopo una prima fase di stallo, D\u2019Andrea ha avuto l\u2019idea buona per la genesi dell\u2019Electric Tree: coinvolgere anche Andrea \u201cAyace\u201d Ayassot, suo importante collaboratore, gi\u00e0 attivo in alcuni dei suoi progetti. Ayace \u00e8 un sassofonista eccelso oltre che puro intellettuale, onnivoro esploratore di avanguardie sonore: ecco l\u2019anello mancante, la figura che rende completa la forma del Franco D\u2019Andrea Electric Tree. Tre grandi personalit\u00e0 della scena italiana, tante idee e stimoli differenti, un\u2019unica e condivisa curiosit\u00e0 verso gli infiniti linguaggi della musica.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tta_section][vc_tta_section i_position=&#8221;right&#8221; i_type=&#8221;entypo&#8221; i_icon_entypo=&#8221;entypo-icon entypo-icon-flow-cascade&#8221; add_icon=&#8221;true&#8221; title=&#8221;Piano Trio&#8221; tab_id=&#8221;trio&#8221;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Franco D\u2019Andrea <em>&#8211; piano<\/em>, Aldo Mella <em>&#8211; double bass<\/em>, \u00a0Zeno De Rossi <em>&#8211;\u00a0drums<\/em><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Parco della Musica Records presenta il secondo volume del progetto discografico Trio Music dedicato a Franco D\u2019Andrea in occasione del suo settantacinquesimo compleanno e della consegna di un Riconoscimento alla Carriera per il suo straordinario percorso artistico e il profondo legame umano e professionale che lo unisce alla Fondazione Musica per Roma.<\/p>\n<p>Dopo il primo volume Electric Tree con dj Rocca &amp; Andrea Ayassot, \u00e8 la volta di Piano Trio con Aldo Mella &amp; Zeno De Rossi. Con questo trio Franco D&#8217;Andrea si avventura in un nuovo interplay su composizioni originali. Cambiano gli equilibri, la timbrica e i dialoghi con un baricentro generale spostato verso il pianoforte al fine di creare sonorit\u00e0 non identificabili in un semplice suono a tre.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L&#8217;intento, quindi, \u00e8 quello di allargare lo spettro sonoro facendo percepire all&#8217;ascoltatore una pi\u00f9 ampia gamma timbrica. Per fare questo, Franco D&#8217;Andrea ha chiamato a s\u00e9, come sempre, musicisti straordinari e innovativi. Aldo Mella al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria, per la prima volta in trio con Franco ma gi\u00e0 presenti nel suo quartetto e sestetto, giocano in questa nuova formazione un ruolo fondamentale. Dove De Rossi pu\u00f2 lavorare maggiormente dal punto di vista timbrico e ritmico, Mella riesce con il contrabbasso, e l&#8217;uso talvolta anche dell&#8217;archetto, a concentrarsi maggiormente sull&#8217;effettistica delle sonorit\u00e0 del trio. \u00c8 nella natura di D&#8217;Andrea spostare gli elementi per cambiare gli effetti e i ruoli dei musicisti. L&#8217;assenza di strumenti a fiato, sempre presenti nelle altre formazioni, denota ancora una volta la volont\u00e0 di Franco D&#8217;Andrea di mettersi sempre in gioco. Avventurandosi con Mella e De Rossi in un nuovo spazio bianco e giocando con il trasformismo degli strumenti, Franco D&#8217;Andrea disegna nuove linee e orizzonti sonori.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tta_section][vc_tta_section i_position=&#8221;right&#8221; i_type=&#8221;entypo&#8221; i_icon_entypo=&#8221;entypo-icon entypo-icon-note-beamed&#8221; add_icon=&#8221;true&#8221; title=&#8221;Franco D&#8217;Andrea Quartet&#8221; tab_id=&#8221;quartet&#8221;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_column_text][\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Franco D\u2019Andrea <em>&#8211; piano<\/em>, Andrea Ayassot <em>&#8211; alto and soprano\u00a0<\/em><em>saxophone<\/em><em>,<\/em>\u00a0Aldo Mella <em>&#8211; double bass<\/em>, \u00a0Zeno De Rossi <em>&#8211; drums<\/em><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In this group\u2019s music the methods are interplay and working on thematic cells, having either rhythmic, melodic-interval, harmonic or simply tone aspect. The thematic material is mainly rooted in two sources, equally strong for me: the first root is the one fuelling Coltrane\u2019s search and \u201celectric\u201d Miles\u2019 ritual suggestions, whereas the second one, dating back even further to the times that nourished my passion for jazz, is linked to the music of the 1920s and \u201830s.<br \/>\nThe continuous alternating and sometimes the amalgamation of these two colours, flavoured with episodes of abstract research, characterizes the always different stories this quartet tells at every concert.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5 style=\"text-align: left;\" align=\"right\"><strong><i>Franco D&#8217;Andrea<\/i><\/strong><\/h5>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tta_section][vc_tta_section i_position=&#8221;right&#8221; i_type=&#8221;linecons&#8221; i_icon_linecons=&#8221;vc_li vc_li-params&#8221; add_icon=&#8221;true&#8221; title=&#8221;Sextet&#8221; tab_id=&#8221;sestetto&#8221;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Franco D\u2019Andrea <em>&#8211; piano<\/em>, Daniele D\u2019Agaro &#8211; <em>clarinet<\/em>, Andrea Ayassot <em>&#8211; alto and soprano saxophone,<\/em>\u00a0Mauro Ottolini &#8211;\u00a0<em>trombone,\u00a0<\/em>Aldo Mella <em>&#8211; double bass<\/em>, \u00a0Zeno De Rossi <em>&#8211;\u00a0drums<\/em><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In my musical life, when I was a kid, I was lucky enough as to know the pleasure of being in the &#8220;front line&#8221; of a Dixieland band.Later on, I also played with great African musicians. Meanwhile I developed abstract structures arising from my familiarity with European contemporary music and free jazz.<\/p>\n<p>All this happened within jazz language learnt in the field alongside musicians who have long achieved legendary status.<\/p>\n<p>In this group\u2019s music the musicians\u2019 great ability gives concrete expression to the echoes of these experiences.<\/p>\n<h5><em>Franco D\u2019Andrea<\/em><\/h5>\n<h1><\/h1>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; el_class=&#8221;padding background-properties biography&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1486751834435{background-image: url(http:\/\/franco.dd:8083\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/FDAfoto8chiara.jpg?id=895) !important;}&#8221;][vc_column][vc_tta_tabs][vc_tta_section i_position=&#8221;right&#8221; i_type=&#8221;entypo&#8221; add_icon=&#8221;true&#8221; title=&#8221;Piano Solo&#8221; tab_id=&#8221;piano&#8221;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text] Into the Mystery &nbsp; In jazz, solo piano provides some of the best opportunities for researching new musical combinations when improvising. 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